Interviste 10/lug/2020 | 07:00by Colin McGourty

Daniil Dubov su Carlsen, Kasparov e molto altro

Il 24enne Grande Maestro russo Daniil Dubov è andato alla grande da quando gli scacchi si sono trasferiti online. Ha battuto Sergey Karjakin, Ding Liren e Hikaru Nakamura in partite a eliminazione diretta per vincere la Lindores Abbey Rapid Challenge, e ha battuto Magnus Carlsen in partite individuali in 3 tornei consecutivi. In una lunga intervista parla di Carlsen e Kasparov, del perché ci sono solo 5 o 6 giocatori che lavorano davvero nel modo giusto per essere il nr. 1, di come se la caverebbero giocatori del calibro di Botvinnik e Tal se trasportati nel presente, e molto altro ancora.

Daniil Dubov al Gibraltar Masters nel 2018 | foto: Sophie Triay, sito ufficiale

Daniil Dubov ha rilasciato una lunga intervista a Oleg Bogatov di R-Sport dopo aver vinto la Lindores Abbey Rapid Challenge, che lo ha qualificato per le Grand Final del Magnus Carlsen Chess Tour. Sembrava  il suo successo potesse proseguire nel Chessable Masters, quando dopo aver battuto Magnus era in testa nel turno preliminare del Gruppo A con due partite da disputare. Purtroppo le sconfitte con Magnus e Hikaru Nakamura nelle ultime due partite lo hanno visto eliminato.

Di seguito abbiamo selezionato alcuni punti salienti dell'intervista. Nel primo punto Dubov si riferisce alle sconfitte contro Ding Liren e Yu Yangyi il primo giorno della Lindores Abbey Rapid Challenge, e le sue difficoltà contro i giocatori cinesi di cui ha parlato in passato:


Sui giocatori cinesi

Hanno uno stile strano, che implica in alcuni momenti un qualche tipo di desiderio cosciente di non fare le mosse migliori. Mosse decenti, ma non le migliori. E ti scoraggia. Ma poi fai una mossa sbagliata e ti puniscono per questo. Per ora sono ben lungi dal risolvere quel problema cinese, anche se ci ho pensato molto. Posso anche iniziare a scrivere una tesi al riguardo.


Sull'importanza di vincere la Lindores Abbey Rapid Challenge

Ovviamente non puoi paragonarlo alla vittoria nel Campionato del Mondo Rapid, ma è sicuramente importante per me, dal momento che non ho vinto alcun supertorneo. Del resto è difficile lo faccia perchè raramente mi invitano.


Sul lavorare con Magnus

Penso che il lavoro mi abbia apportato ulteriore esperienza, ma non ha sostanzialmente modificato l'equilibrio di potere. Era e rimane molto più forte di me. Sono migliorato grazie al tempo che abbiamo trascorso insieme, ma probabilmente è migliorato anche lui grazie al nostro lavoro (sorride).

Per entrambi è stata una collaborazione vantaggiosa e di successo, ma le nostre partite continuano ad andare come prima. In generale vince più spesso, ma a volte posso riuscire a vincere singole partite.


Sul fatto che Magnus sia migliore degli altri

È, senza dubbio, il numero uno al mondo, con un grande margine. Personalmente ritengo che se la mia testa funziona normalmente, allora posso giocarmela contro chiunque, tranne Magnus. Quando fa vedere il suo miglior gioco è davvero un caso speciale. Ma se non sono al meglio quando gioco, molte persone possono battermi. Almeno 200 persone mi possono battere in una brutta giornata, e non c'è davvero bisogno di essere Magnus per farlo.

Si può battere Magnus, ma riuscirci richiede molto di più di quello che serve per battere uno dei primi 5, o dei primi 3.


Su quanto a lungo Magnus terrà il titolo

Magnus è un fenomeno straordinario negli scacchi. Se un giorno perdesse il trono sarebbe uno shock per il mondo degli scacchi. Quando accadrà, non lo so, ma penso sia improbabile che accada per i prossimi due cicli del Campionato mondiale. Come minimo.


Su Magnus nella “vita reale”

E' una persona interessante, intelligente, erudita e molto sportiva. Magnus legge molti libri ed è interessato a tutto ciò che accade nel mondo. E, naturalmente, è un giocatore di scacchi incredibilmente dotato. Gli altri suoi lati forti sono la volontà, i nervi d'acciaio e le qualità sportive.

Molti hanno queste caratteristiche, ma solo Magnus ha raggiunto questo tipo di successo.

Mi sembra sia sbagliato pensare così. In generale, penso che la competizione non sia così grande negli scacchi. Se, per dirla in parole povere, mi chiedi quante persone al mondo: a) lavorano almeno 4-6 ore al giorno a lungo termine, b) si prendono cura della loro forma fisica, c) hanno un carattere volitivo, un desiderio di combattere e vincere, ti sorprenderò. Ci sono forse 5-6 persone così nel mondo - che riescono a combinare tutto. E tra questi, è il migliore.

Ti consideri tra quelle persone?

Sto cercando di farlo e soddisfare questi criteri.


Sui punti deboli di Magnus

La sua forza è che praticamente non ne ha. E quindi può giocare in qualsiasi modo, e c'è un certo livello al di sotto del quale non scende mai. Nel breve periodo puoi assolutamente competere con lui - per esempio, quando il nostro brillante giocatore di scacchi Sasha Grischuk è nella sua forma migliore e Magnus è nella sua forma migliore, Sasha può giocarsela e le loro possibilità sono pari. Ma quando entrambi sono in forma mediocre, le possibilità di Sasha sono ridotte. È lo stesso con gli altri.

Carlsen è un giocatore universale di scacchi. Non ha posizioni di cui ha paura o che gioca male - non ha assolutamente paura di nessuno.

Se fai un parallelo con il calcio, Magnus è più vicino a Cristiano Ronaldo che a Messi, stranamente. Non gli importa cosa pensa la gente di lui, fa solo il suo lavoro. E un'altra cosa: Ronaldo può anche fare qualsiasi cosa e segnare qualsiasi tipo di goal. Come Magnus. Ha la reputazione di essere un genio, è così ...


Sul perché usa le sue novità teoriche liberamente negli eventi online

Puoi provare a tenerti le novità per occasioni importanti, ma in ogni torneo cerco sempre di vincere. So di avere molti sostenitori che vogliono vedere partite interessanti, indipendentemente dal fatto che vinca o perda. Voglio davvero sorprendere sempre con idee inaspettate. E se entro in uno stato in cui rimpiango le idee o ne ho troppo poche, allora semplicemente mi rifiuto di prendere parte a un torneo. E mi preparo con calma per trovare nuove idee da utilizzare nel torneo successivo.


Sul perché questo gli costi denaro

Non gioco ai tornei per soldi, ma per mostrare il gioco il più interessante possibile, per deliziare le persone e ottenere buoni risultati. Alzarmi, fare le solite cose, non far vedere niente di nuovo, finire a metà classifica e guadagnare qualche soldo non è mai stato il mio obiettivo.

Forse gioco un numero inferiore di tornei rispetto ad altri, ma riesco a sviluppare molte idee. E più ne hai, meno le conservi. E posso assicurare agli esperti (che pensano che stia usando troppe idee in apertura) che quelle non sono le ultime, ne ho ancora molte altre. Ho un eccellente team di persone che mi seguono, soprattutto Sasha Riazantsev, e il nostro lavoro ci consente di trovare idee con un'invidiabile regolarità.

Gioco meno, studio di più ed è così che ottengo questo effetto. E perché tenersi le idee? Per un torneo che accadrà tra sei mesi? In quel momento avrò avuto altre nuove idee. Sì, è davvero un processo complicato, ma questo è esattamente il lato forte del nostro team.


Sul suggerimento che è già nei primi 5 Rapid e può essere nei primi 5 in assoluto

Gli scacchi sono uno sport piuttosto strano senza metriche chiare e comprensibili. Anche se presumi che io stia giocando al livello dei primi 5, il che è tutt'altro che scontato, entrarci è un compito molto difficile. Per ottenere l'elo sufficiente devi giocare nei tornei d'élite.

In generale, non attribuisco alcun significato all'elo. Ad esempio, il preferito per la prima tappa della serie Grand Prix è stato Anish Giri, il nr. 5 del mondo. L'ho battuto al primo turno a Mosca e fino alla fase finale ho conservato le possibilità del secondo posto, ma lui è stato eliminato da tutti e tre i tornei al primo turno. Poi in Wijk aan Zee ho chiuso mezzo punto davanti a lui. E, di conseguenza, Giri è sceso all'8° posto, ma io ero ancora al mio 40° o giù di lì.


Daniil Dubov al Grand Prix di Riga | foto: Niki Riga

Non si tratta solo di giocare bene, ma, diciamo, a causa del determinismo storico, persone diverse hanno condizioni diverse. Partecipare ad alcuni tornei è più difficile per un russo che per un europeo e se non giochi costantemente contro giocatori di scacchi tra i primi 10 o 20, è molto più difficile per te aumentare il tuo elo.

A Wijk aan Zee ho giocato per il podio, finendo davanti a Giri, Anand e una serie di altri maestri. Ma allora? Mi hanno detto, "grazie per il tuo gioco interessante", ma al momento non sono invitato da nessuna parte. Sembra che ci sia una sorta di quota per i forti giocatori russi. Sì, in termini di gioco non mi sento tra i primi 10, ma allo stesso tempo non mi considero al livello del 40° posto.

Puoi definire i giocatori tra i primi 20 un "circo itinerante", che si sposta costantemente da un torneo all'altro. Ovviamente, se giochi in modo eccezionale, ce la puoi fare, ma in realtà si crea questo fenomeno: giocando l'uno contro l'altro creano un certo vuoto tra di loro e il resto dei giocatori. Ed è davvero difficile riuscire a colmarlo. Ci proverò, ma ci sono fattori che non sono legati agli scacchi.

E qual è il punto di pensare al rating? So già che Carlsen gioca meglio di me. E lo stesso fa Caruana. Negli scacchi classici si sono allontanati molto dagli altri, non solo in termini di elo, ma di forza di gioco. Sto cercando di fare progressi ma che differenza fa se sono già 20° o 15°? Non è questo l'obiettivo: spero solo di ottenere di più.


Sui tre giocatori su cui si fonda il suo stile

Su nessuno. Ovviamente Carlsen è davvero un grande giocatore, il migliore nella storia del gioco. Mi piacciono molto anche Mikhail Tal e Garry Kasparov. Ma c'è un fatto: meglio giochi, più a fondo comprendi il gioco, più difficile diventa provare riverenza per qualcuno. Naturalmente quando ero più giovane ti avrei detto Tal, Boris Spassky e Kasparov.

Ma tutti questi famosi giocatori di scacchi vivevano in tempi diversi e possedevano informazioni diverse. E ora posso anche dire che capisco il gioco meglio di Mikhail Botvinnik, ma non perché giochi meglio di Botvinnik: semplicemente gli scacchi sono cambiati e ora ho più informazioni di lui. Ho letto libri che non poteva leggere, visto partite che non poteva a vedere e così via.

E, senza dubbio, il livello medio sta aumentando molto rapidamente. Se potessi prendere il Botvinnik del dopoguerra, portarlo ai nostri tempi e dargli tre anni per adattarsi, avrebbe capito perfettamente il gioco. Ma se lo portassi qui e non gli spiegassi nulla, nel migliore dei casi sarebbe un grande maestro di livello medio.

Ti sbilanci così tanto?

Sì, penso che all'incirca lo stesso accadrebbe con Mikhail Tal. Semplicemente i tempi ora sono diversi.

E che dire di Paul Morphy, che ha giocato nella metà del XIX secolo?

In termini di talento, Morphy probabilmente entra nella top tre di tutti i tempi, ma non valuto i giocatori in base al loro talento. Il gioco si è sviluppato in modo molto evidente e se vuoi cercare un ideale per i giocatori di scacchi moderni, allora devi iniziare con Bobby Fischer. Fischer, Anatoly Karpov, Kasparov ...


Sul paragonare il suo stile a quello di giocatori di calcio/tennis

È difficile fare un confronto con il calcio, dato che si tratta di uno sport di squadra, ma se stai facendo dei parallelismi ad esempio con il tennis, il mio giocatore preferito è Stanislas Wawrinka. Il nostro stile di gioco è molto simile. Wawrinka gioca in modo molto aggressivo e se il suo folle rovescio lungolinea gli riesce con regolarità, può battere chiunque. Ma se non lo fa, verrà battuto non solo da Roger Federer ma da altre 150 persone.


Su quanto a lungo continuerà a inseguire il sogno di essere Campione del Mondo

Finché mi sembra che stia facendo progressi e ho possibilità di diventare il nr. 1. Se mi rendo conto che è finita, non combatterò più. Non ho nessun orizzonte temporale.

Sto semplicemente cercando di giocare meglio, e poi, dopo il coronavirus, vedrò cosa succede con il sistema di qualificazione delle partite del campionato del mondo. Certo, vorrei raggiungere il torneo dei candidati, ma per ora quello è un obiettivo astratto, così come è un obiettivo astratto diventare campione del mondo.


Sul fatto che 24 anni sia l'età giusta per sfondare

Ho letto molte autobiografie e penso che tutto sembri diverso dall'interno. E, a mio avviso, non sai mai se sei maturo per una svolta o no. Quindi devi semplicemente fare molto lavoro, credere in te stesso e non guardare troppo lontano.

Mi sembra di essere già un veterano. Sto esagerando, ma trovo divertente quando in Russia Vladislav Artemiev ed io siamo chiamati giovani giocatori di scacchi. Alla mia età Magnus era già diventato campione del mondo in tutti i formati. È strano per me che in Russia vi sia la tendenza a descrivere come giovani giocatori di scacchi coloro che in Europa sarebbero già percepiti in modo diverso.

Oggettivamente non mi considero un giovane giocatore di scacchi. Dal mio punto di vista, 'giovane' è un giocatore dai 13 ai 16 anni. Tutto qui, il periodo di migliorare è finito e ci si attende risultati.


Su come spende il suo tempo libero

Mi piace molto allenarmi all'aperto – fare movimenti che comprendono esercizi sulle parallele orizzontali e asimmetriche. Qualche idiota ha scritto che riesco a sollevarmi 40 volte con una mano, ma non ha alcun senso. Nessuno al mondo può farlo. E non è un errore, è idiozia cronica.

Posso sollevare il peso del mio corpo con una mano due o tre volte, non di più, è molto faticoso.

Questo tipo di allenamento coinvolge le masse, la gente si incontra a Vorobyovy Gory (“La collina dei passeri” a Mosca). Ci sono sempre ragazzi esperti che sono felici di insegnare a nuova gente. Mi piace. Puoi passare del tempo piacevole a parlare e allenarti. E tutto questo è fantastico per il tuo benessere. Mi sembra molto più salutare che giocare a scacchi.


Sul fatto che abbia lavorato con Garry Kasparov

No, mai. Lo conosco di vista, ma non di più. Kasparov è un eccezionale giocatore di scacchi, molto in anticipo sui tempi. Stiamo ancora raccogliendo i frutti della sua rivoluzione nel gioco, iniziata nel secondo periodo della sua carriera - con l'avvento dei computer.

Penso che ci sia stato un periodo in cui Garry Kimovich era l'unico giocatore di scacchi a utilizzare attivamente un computer per la preparazione. E questo lo ha aiutato a trovare un numero enorme di idee di apertura, che, tra l'altro, non ha conservato in modo particolare ma ha cercato di utilizzare.

Ciò ha davvero contribuito ad accelerare il progresso degli scacchi. Se non fosse per Kasparov, al giorno d'oggi non ci sarebbe nemmeno quel programma di scacchi basato sulle reti neurali che ci ha aperto gli occhi su alcuni principi di base del gioco che prima erano sconosciuti.

Kasparov ha notevolmente migliorato la qualità del gioco. Fu il primo, a mio avviso, giocatore iper-dinamico. Cose che ora sembrano del tutto naturali sono iniziate con lui.

Se vuoi paragonarlo al mondo della boxe, allora è Mike Tyson. Dopotutto, prima di lui c'erano altri pesi massimi, ma Tyson arrivò e mostrò che puoi boxare in un modo completamente diverso. Kasparov ha dimostrato che puoi giocare in modo molto più aggressivo e ha ispirato molti maestri, me compreso.

Tutti hanno capito che puoi giocare varianti molto più taglienti e ottenere risultati migliori. Dopotutto, era la stessa cosa con Tyson, correva dei rischi: non aveva paura di entrare in combattimenti ravvicinati. E credeva che la sua velocità e tecnica lo avrebbero aiutato. Anche Kasparov - analizzava attentamente tutto a casa e giocava varianti che sembravano rischiose. Il principio del "o la va o la spacca". E per lui tutto 'andava', sempre.

E poi è diventato assolutamente normale questo metodo. Ora i più importanti giocatori di scacchi del mondo non si chiedono più se una variante è rischiosa o meno. Analizzano. Abbiamo iniziato a pensare meno in termini generali se una posizione è pericolosa o solida. E tutto questo è merito di Kasparov.

In particolare, vorrei menzionare i suoi libri sugli scacchi: li ho letti molte volte e continuo a leggerli fino ad oggi. Ad esempio, la sua serie di libri sui campioni del mondo costituiva quasi la metà del mio bagaglio di scacchi.


Su se stesso, Carlsen e Kasparov paragonati a compositori

Devo confessare che non sono esperto di musica classica. Carlsen è qualcosa di freddo, senza dubbio, Johann Sebastian Bach. Kasparov, sembra il più vicino di tutti a Wolfgang Amadeus Mozart. Mi piace molto Sergei Prokofiev. Non c'è dubbio che sforzandosi si possa trovare qualche parallelo tra la sua musica e il mio gioco. Ma bisogna sforzarsi molto (sorridendo).

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