Generale 24/mag/2020 | 12:04by FM Andrey Terekhov

Storia degli scacchi russi

Negli 80 anni in cui Alexander Alekhine e' diventato campione del mondo nel 1927 fino alla vittoria di Vishy Anand con Vladimir Kramnik nel 2007, giocatori russi o sovietici hanno detenuto il titolo mondiale eccetto che per cinque anni - Max Euwe (1935-37) e Bobby Fischer (1972-75) sono stati gli unici ad interrompere il dominio russo. in questo articolo il FM Andrey Terekhov ci fa conoscere meglio la gloriosa storia degli scacchi in Russia. Questo e' il sesto appuntamento con la campagna #HeritageChess , supportata dalla Lindores Abbey Heritage Society.


Lo scopo di questo articolo e' quello di introdurvi alla storia degli scacchi in Russia,partendo dai tempi antichi, attraversando i secoli degli Zar, all'era Sovietica, e finalmente agli eventi degli ultimi 30 anni. Essendo impossibile coprire tutti gli argomenti, parleremo solo degli eventi piu' importanti. Spero che i lettori possano comnque apprezzare la magnifica storia scacchistica di questo enorme paese.

Tempi antichi

La storia degli scacchi in Russia risale a migliaia di anni fa. Secondo lo storico russo Isaak Linder, gli scacchi sono comparsi nella Rus’di Kiev (la terra delle tribu' slave dell'est precursore di Russia, Bielorussia e Ucraina), non piu' tardi del nono o decimo secolo.

Si presume che gli scacchi siano arrivati in russia direttamente dall' Asia, attraverso le rotte del mar Caspio e del Volga, a differenza delle altre nazioni europee dove gli scacchi sono arrivati dagli arabi tramite le conquiste in spagna. Questa teoria e' parzialmente basata sull'analisi filologica dei nomi russi dei pezzi scacchistici, che sono piuttosto differenti da quelli usati nelle altre nazioni europee.

Il nome russo per regina, ферзь (pronunciato ferz’), e' molto simile all'originale ferzin e sembra importato direttamente dall' hindi, arabo o persiano. L'alfiere si dice слон (cioe' elefante), lo stesso significato di fil in hindi,arabo e persiano. Inoltre, la parola russa per torre, ладья (pronunciata ladya), e' unica nel suo genere e si riferisce al tipo di barca che le tribu' slave usavano per navigare i fiumi, il mar Nero e il mar Caspio. Queste barche, simili a quelle scandinave, finirono fuori uso nel diciottesimo secolo ed oggi la parola ladya si usa solo per riferirsi alle storie del passato, o agli scacchi.

The other meaning of the Russian word for a rook. “Guests from overseas”, painting by Nicholas Roerich (1901)

Nei secoli successivi gli scacchi si sono velocemente diffusi in tutta la Russia. Gli archeologi hanno ritrovato pezzi di scacchi in scavi datati all'undicesimo secolo. A Novgorod, una delle piu' antiche citta' nel nord della Russia, gli archeologi hanno scoperto diverse dozzine di scacchiere e pezzi, risalenti ad un periodo compreso tra il dodicesimo e il quindicesimo secolo.

La popolarita' degli scacchi in Russia ha avuto alti e bassi. Per la maggior parte del Medioevo, gli scacchi sono stati proibiti dalla chiesa ortodossa, insieme ai dadi ed altre giochi di fortuna. La maggior parte dei manoscritti ritrovati descrivono gli scacchi in maniera negativa. Le punizioni erano particolarmente severe per i preti, che potevano essere anche scomunicati se scoperti a giocare a scacchi.

Il cambiamento e' avvenuto nel secidesimo secolo, quando gli scacchi hanno trovato un alleato... reale.

Gli scacchi e gli Zar

Ivan il terribile (1530-1584),il primo capo di stato russo con il titolo di Zar, era un giocatore di scacchi. E' infatti morto mentre sedeva alla scacchiera, stando ai manoscritti dell'epoca.

“Death of Ivan the Terrible”, painting by Konstantin Makovsky (1888)

Il poeta inglese George Turberville, che ha viaggiato a Mosca nel 1568, era rimasto impressionato dalle qualita' scacchistiche dei russi. Il seguente poema e' tratto dal libro di Turberville’s  “Poems, describing the Place and Manners of the Country and People of Russia”:

The common game is chess,
almost the simplest will
Both give a check and eke a mate:
by practice comes this skill.

I successori al trono di Ivan il Terribile erano altrettanto appassionati di scacchi.  (1672-1725) giocava a scacchi anche durante le campagne militari ed ha introdotto il gioco nei salotti dell'epoca.

Peter the Great playing chess at the Assembly. Illustration by unknown artist, from history dated 1912

Gli scacchi hanno continuato ad essere popolari anche dopo Pietro il Grande.  (1729-1796), la protagonista della recent mini-series with Helen Mirren in the main role, giocava a scacchi, anche se preferiva la variante a 4 giocatori chiamata Fortress chess

Il primo libro (o meglio brochure) sugli scacchi in russo e' stato pubblicato a San Pietroburgo nel 1791, alla fine del regno di Caterina la Grande. Era una traduzione del saggio “The Morals of Chess”, scritto da Benjamin Franklin. Proprio cosi' – la prima pubblicazione sugli scacchi in russo fu scritta da uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America!

Yes, THAT Franklin! The next time you pick up this bill, think of the Morals of Chess

Gli scacchi nella vita di Alexander Pushkin

Il piu' influente poeta russo, Alexander Pushkin (1799-1837), e' nato pochi anni dopo la pubblicazione del primo libro di scacchi in russo. Pushkin giocava a scacchi, possedeva libri e riviste scacchistiche, ed ha anche incluso una scena scacchistica nel suo famoso poema “Eugene Onegin”, in cui uno dei protagonisti, un giovane poeta di nome Vladimir Lensky, sta giocando a scacchi con la sua fidanzata, Olga Larina (il seguente frammento proviene dalla traduzione di Charles H. Johnston):

As far removed as they were able
from all the world, they sat and pored
in deepest thought at the chess-board
for hours, with elbows on the table --
then Lensky moved his pawn, and took,
deep in distraction, his own rook.


Nel 1832 Pushkin ha scritto una lettera alla moglie contenente i seguenti passaggi:

Sono molto contento, cara, che tu stia imparando a giocare a scacchi. E' una cosa fondamentale per ogni famiglia. Ti spieghero il perche' piu' avanti.

Purtroppo, non abbiamo mai saputo come Pushkin pensava di provare la necessita' degli scacchi, il che pone la lettera nella stessa categoria del Fermat’s Last Theorem e le famose parole del genio matematico:

"Ho scoperto una meravigliosa prova di questo teorema, ma qui non ho abbastanza spazio per dimostrarla".


I primi maestri russi

Il diciannovesimo secolo vide emergere i primi maestri russi. Il piu' influente tra loro e' stato Alexander Petrov (1794-1867),meglio conosciuto come inventore della difesa Russa (detta anche difesa Petrov). Petrov ha scritto uno dei primi manuali di scacchi in Russia, “Il gioco degli scacchi, studiato in maniera sistematica, con l'aggiunta di partite di Philidor con annotazioni”. Il libro e' uscito in cinque volumi ed e' rimasto un testo di riferimento per oltre un secolo. Alexander Pushkin aveva due copie di questo libro nella sua biblioteca, inclusa una con la firma dell'autore (sembra che Pushkin abbia comprato una copia prima che Petrov gliene regalasse una autografata).

E' un buon momento per notare che molti maestri non erano di etnia russa. L' impero russo fu costruito con conquiste ed acquisizioni, e dal diciannovesimo secolo ha inglobato centinaia di diverse nazioni ed etnie dentro i suoi confini. Questo si riflette ovviamente negli scacchi. Per esempio, Carl Jänisch (1813-1872), avversario di Petrov nonche' brillante teorico, era nato in Finlandia e parlava tedesco. Alcuni dei piu' forti giocatori russi della seconda meta' del diciannovesimo secolo non erano propriamente russi,incluso Szymon Winawer,un ebreo polacco, e Emanuel Schiffers (1850-1904), un altro tedesco i cui genitori sono emigrati dalla Prussia. Questa multi-etnicita' e' una caratteristica che continua fino ai giorni nostri.


Szymon Winawer (1838-1919) e' stato il primo giocatore dell'impero russo a farsi notare nell'ambiente scacchistico internazionale. La storia narra che fu invitato a giocare nel 1867 Paris Tournament quando e' entrato nel Café de la Régence per alcune partite amichevoli ed ha impressionato tutti con il suo gioco. Il suo risultato nel primo torneo internazionale fu sensazionale–secondo posto con 19 punti su 24, un punto davanti a Wilhelm Steinitz. Winawer comunque gioco' pochi altri tornei e rimase quindi un amatore per il resto della sua vita.La variante della francese che comincia con 1.e4 e6 2.d4 d5 3.Nc3 Bb4 ha preso il suo nome.

Mikhail Chigorin

L'onore di essere il primo russo a competere per il campionato mondiale va a Mikhail Chigorin (1850-1908),dodici anni piu' giovane di Winawer.


I punti salienti della carriera di Chigorin includono 4 match con i migliori giocatori del tempo – 2 match mondiali persi con Wilhelm Steinitz (1889 and 1891/92) e altri 2 pareggiati con lo stesso punteggio (+9 -9, cambia solo il numero delle patte) con Isidor Gunsberg (1889/90) e con Siegbert Tarrasch (1893).Secondo me, le partite di queste sfide dovrebbero essere piu' conosciute. Erano sfide senza compromessi, che hanno portato a tanti risultati decisivi. Nel primo match tra Chigorin e Steinitz c'e' stata solo una patta in 17 partite – l'ultima!

Credo che una delle ragioni principali del perche' Chigorin non e' cosi' popolare oggi sia la sua massiccia considerazione nei primi anni dell 'Unione Sovietica . Non c'e' dubbio che Chigorin fosse la figura dominante ed il vero padre fondatore degli scacchi russi, ma ad un certo punto, i giocatori russi erano quasi sottomessi a Chigorin. Dal 1920 fino alla fine degli anni '50 Chigorin era per gli scacchi sovietici quello che Vladimir Lenin era per l'Unione Sovietica – un' infallibile autorita', la risposta a tutte le domande. Ogni volta che un giocatore sovietico viceva era perche' aveva giocato "alla Chigorin"- Ogni volta che invece commettevano errori, era perche' avevano “avevano seguito la dottrina di Tarrasch.” Tarrasch e' sempre stato dipinto come l'opposto di Chigorin. 

L'ammirazione per Chigorin comincio' a calare solo dopo la morte di Stalin nel 1953 ed il susseguente “Khrushchev Thaw”, che ha ridotto le politiche piu' repressive dell' Unione Sovietica. Gradualmente, l'attenzione degli scacchisti sovietici passo' da Chigorin al suo successore, il primo campione del mondo russo, Alexander Alekhine.

Alekhine and the Emigrants


Alexander Alekhine (1892-1946) e' nato a Mosca in una famiglia nobile e ricca. Era ancora un ragazzo quando ha giocato il suo primo torneo internazionale (Düsseldorf 1908). E' diventato maestro nel 1909 vincendo il campionato russo amatoriale. La sua carriera scacchistica e' durata quattro decado, numerosi tornei vinti e diversi match mondiali. Ci sono diversi libri che discutono dell'eredita' scacchistica lasciata da Alekhine; i suoi attacchi sono ancora oggi fonte di ispirazione per molti giocatori.

Ora ci concentriamo pero' su un evento che ha cambiato la storia della Russia, anche se non c'entra con gli scacchi. Nel 1917 in Russia sono accadute due rivoluzioni quasi consecutive – una in febbraio e un'altra in ottobre – che hanno portato al potere i bolscevichi, una fazione del partito comunista che comandera' il paese per 75 anni. Erano guidati da un carismatico rivoluzionario, Vladimir Lenin, che (come forse saprete) giocava anche a scacchi.

La rivoluzione del 1917 fu seguita da una guerra civile, quindi i tornei furono sospesi per qualche anno. Alexander Alekhine decise di lasciare la Russia e ci riusci' sposando una giornalista svizzer nel 1921; lasciando la Russia poche settimane dopo il matrimonio, senza mai ritornare.

Possiamo dire che a questo punto la storia degli scacchi russi si divide in due branche – i Sovietici e gli Emigranti. All'inizio gli emigranti erano decisamente piu' forti, dato che Alekhine non era' l'unico forte giocatore ad aver lasciato la Russia in quegli anni.

Il caso di Efim Bogolyubov (1889-1952), che avrebbe poi giocato due match mondiali , fu ancora piu' complesso. Nel 1914 Alekhine, Bogolyubov e qualche altro giocatore russo stavano giocando un torneo a  Mannheim quando inizio' la prima guerra mondiale. Furono internati per qualche mese e poi rilasciati. Poco dopo, Bogolyubov sposo' una signora tedesca e si stabili' in Germania. Negli anni '20 ritorno' nell' Unione Sovietica, vincendo facilmente due campionati nazionali (1924 e 1925), ed il primo torneo internazionale di Mosca (davanti a Lasker, Capablanca, Marshall e altri forti giocatori). Quando gli fu pero' negato un visto per un torneo all'estero, Bogolyubov fece le valigie e ritorno' in Germania. Le autorita' sovietiche dichiararono che era un traditore, proprio come Alekhine.

La scuola di scacchi sovietica   

E' stato durante il torneo di Mosca del 1925 che il termine “Febbre scacchistica”fu coniato, dopo l' omonimo film muto, basato sul torneo, che vide anche la partecipazione di Capablanca.

L'unione Sovietica stava infatti entrando nella fase "Febbre scacchistica", iniziata negli anni '20 e che continua ai giorni nostri.

La persona che diede inizio al movimento scacchistico sovietico fu Alexander Ilyin-Genevsky (1891-1941), un maestro che ha sconfitto Capablanca nel torneo di Mosca nel '25. Fatto ancora piu' importante, era un bolscevico di alto rango che curava l'educazione militare nei primi anni '20. La sua decisione di includere gli scacchi nel programma di studio fu fondamentale per lo sviluppo del gioco.

Nei vent'anni successivi, l'Unione Sovietica creo' un sistema che l'avrebbe portata a dominare negli scacchi. Era una grande piramide, con milioni di giocatori attivi alla base e Grandi Maestri al vertice. C'era un sostegno statale per tutti i livelli; questo fece si che ci fossero circoli in tutta la nazione, da Mosca ai piccoli villaggi siberiani, nelle divisioni dell'esercito e nelle fabbriche.Oltre a questo,c'era un sistema basato sule “Case dei Pionieri”, che aiutava a sviluppare i giovani talenti. Finalmente, negli anni '20 e '30 , si sono diffuse le pubblicazioni scacchstiche,prima in russo e poi nelle altre lingue nazionali  (georgiano, uzbeko, tartaro ecc.) Uscivano libri e riviste, come il giornale “64” che e' popolare ancora oggi.


Nei primi anni l'enfasi era sul movimento scacchistico di massa, bma ovviamente l'attenzione era anche rivolta ai giocatori che avrebbero potuto competere ai piu' alti livelli. Ci sono voluti una decina di anni per vedere i primi risultati, ma l'investimento sara' ben ripagato. Se il primo torneo internazionale di Mosca nel 1925 era stato dominato dai maestri stranieri, il secondo torneo internazionale di Mosca, tenutosi dieci anni piu' tardi, vide la vittoria della nuova speranza degli scacchi sovietici, il 23enne Mikhail Botvinnik (1911-1995).

A quel tempo Botvinnik era gia' l'indiscusso leader degli scacchi sovietici, e nei 10-15 anni successivi avrebbe consolidato la sua posizione coma contendente al titolo mondiale. I suoi piani per un nuovo match con Alexander Alekhine fallirono quando i campione del mondo mori' nel 1946, ma Botvinnik corono' comunque il suo sogno vincendo il torneo mondiale del 1948.

Botvinnik avrebbe perso il titolo due volte– con Vasily Smyslov (1921-2010) nel 1957 e con Mikhail Tal nel 1960 – ma in entrambi i casi se lo riprese nei match di ritorno. Alla fine,il regno di Botvinnik durera' per 15 anni, con due anni di pausa nel mezzo.

La vittoria di Botvinnik inauguro' "l' era Dorata" degli scacchi sovietici. Per i 60 anni successivi la corona mondiale sarebbe appartenuta a giocatori sovietici o russi, con una pausa di soli tre anni.

Mikhail Tal

L'ottavo campione del mondo fu tale solo per un anno , eppure rimane una delle personalita' scacchistiche piu' amate dai fan. La crescita di Mikhail Tal (1936-1992) fu straordinaria. Divento' Grande Maestro vincendo il campionato sovietico a soli 20 anni, e lo rivinse anche l'anno successivo. Questa vittoria lo qualifico all' Interzonale del 1958, che vinse, e da qui al torneo dei Candidati del '59, che vinse. Nel 1960 sconfisse Botvinnik nel campionato mondiale e divento cosi' il piu' giovane campione del mondo nella storia.


Ancora piu' importante, Tal vinse con uno stile di gioco nuovo per l'epoca, che sembrava fuori da ogni logica. Le sue incredibili capacita' combinative erano difficili da controllare per gli avversari. Nel match di ritorno Botvinnik riusci' a fermare la corsa di Tal’, ma non impedi' ai milioni di fandegli scacchi in tutto il mondo di celebrare Mikhail Tal e la magia che ha apportato al gioco. Conosco molti giocatori che hanno un posto speciale nella libreria dedicato ai libri di Tal. 

La parentesi Fischer e Anatoly Karpov

Per molti anni sembrava che nessuno avrebbe potuto interrompere il dominio sovietico negli scacchi. Nel 1963 Botvinnik fu sconfitto da Tigran Petrosian (1929-1984). Sei anni dopo Petrosian perse la corona, divenne campione del mondo Boris Spassky (b. 1937), ma dal punto di vista sovietico non c'era problema finche' il titoli rimaneva "tra i nostri giocatori".

Spassky and Tal battling it out in blitz, with a huge crowd in attendance

Fino ad allora gli scacchi erano considerati una delle attivita' in cui i sovietici eccellevano (insieme al ballo, hockey su ghiaccio e voli spaziali). Inevitabilmente, gli scacchi furono anche un mezzo di propaganda politica. Il successo dei giocatori di scacchi sovietici era dovuto, secondo la propaganda "all' eccellente sistema comunista rispetto al capitalismo che e' in putrefazione"

Data questa pressione, uno puo' ben immaginare lo shock quando nel 1972 Spassky perse il match mondiale con Robert James Fischer – un americano, fra tutte le nazioni! Non poteva esserci un colpo piu' duro al sistema sovietico. Il famoso poeta e cantante sovietico, Vladimir Vysotsky, reagi' a questa calamita' scrivendo una famosa canzone, “L' onore della corona scacchistica”, una parodia del match.

16-year-old Anatoly Karpov at the European Junior (Under-20) Championship in Groningen, 1967

Fortunatamente per i sovietici tre anni dopo, il ventiquattrenne sfidante sovietico, Anatoly Karpov (nato nel 1951),vinse i match dei Candidati, sconfiggendo Lev Polugaevsky, Boris Spassky e Viktor Korchnoi, e si qualifico' per il match mondiale con Fischer. Purtroppo, questo match non fu mai giocato. Fischer si rifiuto' di giocare e smise praticamente di giocare a scacchi. Nel 1975 Karpov fu dichiarato campione mondiale e dimostro' la sua superiorita' sugli altri giocatori vincendo una serie incredibile di tornei nella fine degli anni '70.

Un test difficile lo attendeva pero' nel match mondiale del 1978 . Viktor Korchnoi (1931-2016) aveva 20 anni piu' di Karpov e si poteva presumere che per questa ragione avrebbe avuto poche chance. Korchnoi aveva pero' forti motivazion ed una grande sete di rivincita . Pochi anni prima infattti Korchnoi diserto' dall' Unione Sovietica, lasciando la sua famiglia e sacrificando tutto per diventare campione del mondo.

Nel match a Baguio (Philippines), che fu giocato al meglio delle 6 vittorie, lascio' tutti col fiato sospeso, ma alla fine Karpovriusci' a vincere una drammatica 32esima partita e mantenne il titolo con un punteggio di +6 -5 =21. Un secondo match con Korchnoi nel 1982 fu vinto piu' facilmente da Karpov; +6 -2 =10.

L'era di Kasparov

Nel 1984 Karpov si trovo' di fronte uno sifdante piu' giovane di lui. Garry Kasparov (nato nel 1963) aveva solo 21 annial tempo e la sua ascesa al top fu anche piu' veloce di quella di Tal. Era solo l'inizio di una incredibile rivalita' che non rivedremo probabilmente mai piu'.

The 5 matches played by Kasparov & Karpov coincided with the end of the Soviet chess era

Nel corso dei successivi anni Karpov e Kasparov giocarono cinque campionati mondiali, tutti decisi per pochi punti.Io stesso ho imparato le regole degli scacchi nel 1983 e sono cresciuto guardando queste epiche sfide. Durante il primo match non capivo praticamente niente; alla fine di quell' epica rivalita' ero candidato maestro. Queste epiche sfide hanno accompagnato la crescita della mia generazione.

In ogni caso la sfida Karpov-Kasparov andava oltre gli scacchi. In qualche maniera Karpov e Kasparov impersonificavano differenti correnti politche del tempo. Karpov rappresentava il Sistema (oppure si potrebbe dire i conservatori), mentre Kasparov rappresentava il Cambiamento (oppure il liberali). Per questo motivo tutti nell' Unione Sovietica – anche quelli che non sapevano distinguere una torre da un cavallo – tifavano per Karpov o Kasparov. Non ricordo nessuno che abbia mai cambiato il giocatore per cui tifava. Era una faccenda personale per tutti quanti.

Come tutti sappiamo, Kasparov alla fine prevalse. Non ha perso un singolo match nella serie, nonostante fosse in svantaggio -3 +5 =40 nel primo quando fu abbandonato da Karpov con ancora una vittoria per chiudere i conti. Kasparov vinse 3 match sul filo del rasioio e pareggio' il piu' drammatico di tutti, Siviglia 1987, vincendo l'ultima partita "on demand".

Karpov ha avuto un ultimo sussulto a Linares 1994,dominando questo super-torneo con 11/13 arrivando primo con 2.5 punti in piu' di Kasparov e Shirov. Nel complesso comunque. gli anni '90 furono gli anni di Kasparov, che vinse la maggior parte dei tornei in cui ha partecipato e raggiunse un record di rating di  2851 (oggi superato) nel luglio del '99.

L'era post-Sovietica

Quando l'Unione Sovietica crollo' nel 1991,fu un incredibile shock per i suoi 300 milioni di abitanti. Nonostante le difficolta' nella vita quotidiana nell'Unione Sovietica, poche persone avrebbero pouto immaginare che un giorno avrebbe semplicemente cessato di esistere. Ricordo che da bambino credevo che sarebbe stato bello vivere fino al 2017 per vedere le imponenti celebrazioni del centenario della rivoluzione di ottobre del 1917. Mi rendo conto che oggi sembra strano, ma all'epoca aveva perfettamente senso. Molti anni dopo mi sono imbattuto in un libro che sintetizza bene quello che ha provato l'ultima generazione di sovietici: Tutto era per sempre, finche' non lo era piu'.

Rispetto agli scacchi, la caduta dell' Unione Sovietica ha avuto conseguenze inaspettate. Chi avrebbe poutto prevedere all'inizio delle Olimpiadi scacchistiche del 1992 che l' Uzbekistan avrebbe vinto una medaglia d'argento, o che L 'Armenia sarebbe arrivata terza ? Erano solo i primi segni dei cambiamenti che stavano per arrivare.

Con la caduta della cortina di ferro i giocatori dell'ex Unione Sovietica fuggirono all'estero. Erano forti, affamati (letteralmente in alcuni casi), e per un'altra decade hanno continuato a dominare il mondo scacchistico.

Oltretutto, la Russia ha continuato a produrre nuovi talenti. Alle olimpiadi del 1992 il team russo schierava un giovane MF che aveva appena compiuto 17 anni. Era Vladimir Kramnik (nato nel 1975),che ebbe un punteggio di 8 punti e mezzo su 9. Due anni dopo, alle Olimpiadi di Mosca del 1994, Kramnik giocava gia' in seconda scacchiera,dietro al solo Kasparov. Il team russo vinse ancora le Olimpiadi, ma fatto ancora piu' incredibile, la squadra "b" russa, guidata da Alexander Morozevich (nato nel 1977) e composta interamente di giovani, vinse il bronzo. Il futuro sembrava luminoso e infatti l'egemonia russa e' continuata per una decade, vincendo tutte le Olimpiadi dal 1992 al 2002.

Dal 2004 pero' la Russia non e' piu' riuscita a vincere un oro, nonostante fosse sempre favorita sulla carta. I motivi sono per me inspiegabili...

Vladimir Kramnik


L'eroe dell Olimpiadi del 1992 e' velocemente diventato uno dei migliori giocatori al mondo. Nel 1995 Kramnik ha vinto il suo primo super-torneo a Dortmund (torneo che finira' per vincere 10 volte). Nel 1996 Kramnik e' diventato il giocatore piu' giovane della storia ad essere il numero 1 della lista Elo. Era la prima volta dal 1986 al 2006 che il #1 rating non apparteneva a Garry Kasparov.

Questo ha portato Kasparov e Kramnik in rotta di collisione, e nel 2000 questo ha portato al campionato mondiale, vinto da Kramnik con punteggio di +2 =13.Kasparov non e' riuscito a trovare un modo di fare breccia nell'arma segreta di Kramnik, la difesa Berlinese. Bisogna dire che 20 anni dopo il bianco non c'e' ancora riuscito!

Altri contributi di Kramnik nella teoria della aperture con il nero riguardano la difesa Russa e la Slava..Con il bianco Kramnik ha dato nuova vita alla Catalana.

Nel 2004 Kramnik ha pareggiato il match mondiale con Peter Leko vincendo l'ultima partita. Nel 2007 ha vinto agli spareggi con Veselin Topalov in un match segnato da scandali e accuse di cheating.

Alla fine, nel 2007/2008,, Kramnik ha perso il titolo mondiale nella sfida con Viswanathan Anand.E' stata la fine di un'era – Kramnik e' fino ad oggi l'ultimo campione mondiale russo. Il dominio iniziato nel lontano 1927 e' stato interrotto.  

Otto volte campione

Peter Svidler | photo: Niki Riga

Qualsiasi conversazione sugli scacchi nella moderna Russia sarebbe incompleta senza menzionare Peter Svidler (nato nel 1976), che e' stato per ben otto volte campione nazionale. Svidler ha vinto i primi due titoli nel 1994 e nel 1995 in tornei svizzeri.Nel 1997 ha vinto un torneo ad eliminazione diretta, nel 2003 – un altro svizzero.

Dal 2004 in poi il formato del campionato e' cambiato di nuovo. Anche grazie alla sua esperienza nei super-tornei Svidler ha vinto altri 4 titoli (nel 2008, 2011, 2013 e 2017).

Con la sua ottava vittoria Svidler ha superato Botvinnik come numero di titoli nazionali vinti (Botvinnik ha vinto sette volte).Nessun altro ha vinto il campionato russo per piu' di due volte, percio' questo record rimarra' probabilmente per molti anni a venire.

Ovviamente Svidler havinto diversi altri tornei come Biel, Dortmund, Gibraltar, Tilburg e la 2011 World Cup. E' uno dei principali esperti nella difesa Grunfeld nonche' stimato commentatore.

La nuova generazione

Tre di cinque dei migliori giocatori nella lista Elo sono della generazione degli anni '90. Ian Nepomniachtchi, Sergey Karjakin e Dmitry Andreikin sono tutti nati nello stesso anno, 1990 (casualmente anche lo stesso anno di Carlsen).

Gli altri due giocatori nella top 5 sono “Gli ultimi dei Mohicani” – Alexander Grischuk (nato nel 1983) e Peter Svidler. Grischuk non si e' ancora qualificato per un match mondiale, in questi 2/ 3 anni si gioca le sue ultime chance.

Il giovane russo che finora e' arrivato piu' vicino al trono e' Sergey Karjakin, che ha sfidato Magnus Carlsen nel match mondiale del 2016 pareggiando le partite classiche 6:6 prima di perdere nei tie-breaks.

Dmitry Andreikin, due volte campione russo, ha giocato i Candidati nel 2014 ma da allora non e' riuscito a fare il passo in avanti successivo.

Dei tre giocatori degli anni '90, e' Nepomniachtchi che ha le migliori chances di giocare il prossimo match mondiale con Carlsen. Quando il torneo dei Candidati 2020 e' stato sospeso, Nepomniachtchi stava dividendo la prima posizione con Maxime Vachier-Lagrave, un punto avanti rispetto al resto del gruppo. 

La meta' giovane della generazione degli anni '90  – Vladislav Artemiev, Daniil Dubov e Kirill Alekseenko – sta cominciando ad emergere. Kirill Alekseenko ha ricevuto una wild card per i Candidati 2020 essendo arrivato terzo nel 2019 FIDE Grand Swiss.

Vladislav Artemiev won the 2019 European Championship and Gibraltar Masters, but hasn't yet managed to build on those results | photo: official website

Daniil Dubov e' gia' diventato campione mondiale a cadenza Rapid, e promette bene.

Artemiev ha avuto un ottimo 2019,quando ha vinto il Gibraltar Masters ed il cmpionato europeo individuale.

Questi ragazzi sono a pochi passi dal raggiungere il livello dei vari Magnus Carlsen, Fabiano Caruana e gli altri leader mondiali; hanno il potenziale per farcela.

Gli scacchi Russi vanno avanti!

FM Andrey Terekhov

Andrey Terekhov (@ddtru) grew up in Russia, lived in many countries and currently resides in Singapore. His best results at the board are victories at the Munich Open (2008), Nabokov Memorial in Kiev (2012) and shared 2nd place at the Washington Open (2018). He is the author of the Two Knights Defense course on Chessable. For the past few years Andrey has been writing a book about Vasily Smyslov, with publication planned for late 2020.


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